Accordi sindacali e raccolta puntuale

Accordi sindacali con gli operatori della raccolta puntuale: privacy e accuratezza del dato grazie al Discovery Mobile

 

Nel processo della raccolta puntuale, l’introduzione della tecnologia wearable per la lettura del tag RFID posto sul sacco o sul bidone può generare nell’operatore diverse resistenze: LLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLL

  paura di essere controllato durante lo svolgimento del turno di lavoro, legata al Gps del dispositivo, che rileva le coordinate del punto di raccolta del rifiuto;
♦  conseguenti dubbi riguardanti la violazione della propria privacy;
♦  preoccupazione per la salute, derivante dall’esposizione ai campi elettromagnetici dovuti alla radiofrequenza;
♦  timore di dover cambiare il processo di lavoro: la raccolta dei rifiuti è un procedimento molto abitudinario, che prevede una serie di gesti che l’addetto ripete da anni in maniera sempre uguale; pertanto, modificare anche un solo parametro può creare difficoltà.

 

Accordi sindacali con gli operatori della raccolta puntuale

In caso di adozione di un lettore wearable per l’applicazione del regime tariffario puntuale, si rende necessario, di conseguenza, un accordo sindacale tra l’azienda e i lavoratori, per sciogliere i nodi legati alla privacy e alla sicurezza per la loro salute.

 

Discovery Mobile rispetta gli accordi sindacali, dal momento che: 

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  • È privacy by default

Come richiesto dal regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), diventato operativo nei Paesi dell’Unione Europea dal 25 maggio 2018, il dispositivo RFID Partitalia rispetta il criterio di “protezione per impostazione predefinita” (articolo 25 del GDPR), poiché il Gps – che rileva le coordinate del luogo in cui avviene la raccolta del rifiuto – è attivo, ma la posizione dell’oggetto è registrata esclusivamente per un’azione volontaria, ovvero nel momento della lettura del tag RFID posto sul sacco o sul bidoncino per la tariffazione puntuale. La posizione, quindi, è sempre rilevata ma mai memorizzata, se non per un atto volontario, e il dispositivo non ha alcuna finalità di controllo automatico. Inoltre, l’ID del lettore non è associato a colui che lo utilizza, in nessun server o database, garantendo l’anonimato: durante la lettura puntuale del tag RFID, infatti, il wearable rileva un dato che riporta l’identificativo del device, ma non il nome dell’operatore.

E, ancora, Discovery Mobile non è rilevatore di dato sensibile, rispettando l’articolo 9 del GDPR, che vieta il trattamento di “dati personali che rivelino l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, o l’appartenenza sindacale, nonché trattare dati genetici, dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica, dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona”.

 

  • È assolutamente sicuro per la salute

L’allegato XXXVI del D.lgs. 81/08 – “Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul lavoro”, definisce il SAR (Specific Absorption Rate), vale a dire il tasso di assorbimento specifico di energia relativo all’esposizione ai campi elettromagnetici dovuti alla radiofrequenza, come il “valore mediato, su tutto il corpo o su alcune parti di esso, del tasso di assorbimento di energia per unità di massa di tessuto corporeo, espresso in watt per chilogrammo (W/kg). Il SAR riferito a tutto il corpo (a corpo intero) è una grandezza ampiamente accettata per porre in rapporto gli effetti termici nocivi (sanitari) all’esposizione alle radiofrequenze (RF)”. Il Testo Unico stabilisce dei Valori Limite di Esposizione (VLE) ai campi elettromagnetici per diversi intervalli di frequenze: nel caso del Discovery Mobile sono stati presi in considerazione i VLE relativi agli effetti sanitari per esposizione a campi elettromagnetici a frequenze comprese tra 100 kHz e 6 GHz, con un limite massimo di esposizione (mediato), per un periodo di sei minuti, di 0,4 W/kg. I test condotti dai laboratori Sicom Testing sul dispositivo RFID Partitalia per la tariffa puntuale hanno evidenziato valori di SAR medi inferiori a 0,071 W/Kg, certificandone l’assoluta sicurezza.

 

  • Non richiede un cambiamento del processo di lavoro

Il wearable minimizza l’impatto sul processo di raccolta dei rifiuti, perché sfrutta la naturalezza dei gesti compiuti dall’addetto senza richiedere il cambiamento di alcun parametro e senza incidere sui tempi di raccolta.

 

Il wearable come rilevatore della qualità del lavoro

Il dispositivo RFID per la raccolta puntuale agisce da indicatore chiave di prestazione (KPI – Key Performance Indicator), rilevando la qualità del lavoro dell’operatore, che è determinata da:

 

Coerenza dei dati rilevati
Se un operatore, ad esempio, quotidianamente attraversa tre quartieri di un determinato comune, in cui ci sono 1000 utenze che mettono fuori il sacco o il bidone nello stesso giorno, al termine del proprio turno di lavoro dovrà avere 1000 letture. Numeri superiori o inferiori indicano che il dato non è coerente.

 

 Accuratezza nella segnalazione delle anomalie

L’operatore è chiamato a segnalare le anomalie riscontrate durante il turno, ad es. utenti che gettano bottiglie di vetro o di plastica nell’umido. Su 1000 utenze, l’addetto alla raccolta potrà ragionevolmente trovare, per fare alcuni esempi, tre/cinque/sette anomalie; se il numero, al contrario, è troppo elevato, vuol dire che il lavoro svolto dall’operatore non è accurato.

 

♦ Affidabilità del dato rispetto all’indice di esposizione

L’indice di esposizione è il rapporto fra gli effettivi conferimenti e il numero di utenze. Se in un giro con 1000 utenze, in un determinato periodo dell’anno, 970 espongono il sacco o il bidone, si ha un indice di esposizione del 97%. Si tratta di un dato variabile, visto che gli utenti non producono rifiuti alla stessa velocità – una persona che vive sola, ad es., riempie il bidone dell’indifferenziato più lentamente rispetto ad una famiglia di quattro persone –, e stagionale, perché i consumi sono influenzati anche da fattori come il clima, il periodo dell’anno ecc. È possibile, comunque, calcolare una media dell’indice di esposizione, verificando di anno in anno i conferimenti da parte delle utenze riferiti a uno specifico periodo: un dato affidabile, mediamente, in un determinato periodo – ad es. i mesi estivi – presenta andamenti simili.

 

In questo senso, l’adozione del wearable RFID per la raccolta puntuale, che agisce come un indicatore chiave di prestazione, è vantaggioso sia per l’operatore che per il datore di lavoro:

 

l’operatore ha in mano uno strumento incontrovertibile per misurare il proprio impegno e dimostrare la propria affidabilità, che conferisce una maggiore dignità al suo lavoro; dal corretto svolgimento del suo operato può ricavare un ritorno economico;

 

il datore di lavoro ha la certezza che il dato rilevato sia coerente e affidabile; premiando il lavoratore, inoltre, innesca un circolo virtuoso che spinge gli altri addetti a svolgere al meglio le proprie mansioni.

 

 

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