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L’importanza dei modelli per il calcolo della tariffa puntuale

TARIFFA PUNTUALE

 

La scelta del giusto modello per il calcolo della tariffa puntuale è di fondamentale importanza per una corretta applicazione del principio “paghi per quanto butti”.  Se il calcolo della tassa sui rifiuti (Tari), infatti, avviene secondo parametri pressoché uguali dappertutto, il regime tariffario puntuale necessita di modelli specifici.

 

 

Tassa sui rifiuti  VS  tariffa puntuale

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La Tari, introdotta a decorrere dal 2014 con la legge 147 del 27 dicembre 2013, è il tributo destinato a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed è a carico dell’utilizzatore. “Il presupposto della Tari è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani”. Sia per le utenze domestiche che non domestiche, essa comprende una quota fissa e una variabile; in quelle domestiche, il calcolo è effettuato tenendo conto della superficie dell’abitazione espressa in metri quadrati e del numero degli occupanti; nelle utenze non domestiche – attività commerciali, artigianali, industriali, professionali e produttive in genere, comunità –, vengono considerate la superficie delle aree occupate e la tipologia di attività svolta. Si tratta di un criterio di pagamento che non premia i comportamenti virtuosi: utenze commerciali e aziende, ad es., pagano una tassa sproporzionata rispetto alla quantità di RSU (rifiuto solido urbano) che producono, in genere molto ridotta.

Differente è la normativa alla base della tariffazione puntuale (Tarip), introdotta con D.M. del 20 aprile 2017, che rende proporzionale il costo dello smaltimento dei rifiuti urbani. Il decreto ministeriale “stabilisce i criteri per la realizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti dalle utenze al servizio pubblico”,  finalizzati  “ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati”. Anche la tariffa puntuale si compone di una parte fissa e di una variabile: la prima è calcolata in base alla superficie dell’immobile e finanzia le spese non legate alla produzione dei rifiuti, come lo spazzamento delle strade, la pulizia degli spazi pubblici, gli investimenti in opere; la seconda, invece, è direttamente dipendente dai rifiuti prodotti dall’utenza e copre i costi di raccolta e smaltimento. È un sistema che introduce un criterio di equità fiscale, dal momento che l’utente paga in base alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti e conferiti.

 

 

I modelli per il calcolo della tariffa puntuale

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La misurazione dell’indifferenziato è attuata utilizzando il sacco prepagato o modelli tariffari complessi, ovvero la rilevazione del peso o del volume dei rifiuti conferiti dall’utenza. Questi ultimi richiedono la lettura del tag RFID posto sul sacco o sul bidone – assegnato ad ogni utente in maniera univoca –, attraverso antenna fissa montata sul mezzo o tecnologia wearable, ovvero dispositivo indossabile dall’operatore.

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  Il sacco prepagato

È un sacchetto di volume standardizzato dotato di serigrafia o di codice a barre per l’identificazione dell’utenza e destinato ad accogliere la frazione secca indifferenziata; l’utente ne acquista oppure ne riceve in dotazione una specifica quantità, secondo le disposizioni del proprio comune di residenza – in caso di acquisto il prezzo costituisce un anticipo sulla tariffa –, in una quantità sufficiente a coprire un periodo stabilito dall’amministrazione, solitamente un anno. Quello del sacco prepagato è un modello semplice da adottare, ma che non tiene conto del peso o del volume e non consente un’applicazione precisa del regime tariffario puntuale.

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  I modelli tariffari complessi

Per un’applicazione della tariffa conforme alla normativa, è necessario adoperare un modello tariffario complesso, misurando la “quantità di rifiuto conferito avviene mediante pesatura diretta, con rilevazione del peso, o indiretta mediante la rilevazione del volume dei rifiuti conferiti da ciascuna utenza”, come specificato all’art. 6 del D.M. 20/04/2017.

In particolare, la rilevazione del peso è effettuata per mezzo di bilance omologate o sistemi elettronici/computerizzati di pesatura su elevatori, installati a bordo del camion per la raccolta. La pesatura, effettuata più di frequente per bidoni di grandi dimensioni, rappresenta il modello tariffario complesso che garantisce la maggior precisione in assoluto; l’allestimento dell’automezzo per pesare il rifiuto a bordo, tuttavia, è un processo macchinoso ed estremamente costoso.

Per l’attuazione del calcolo volumetrico dei rifiuti, messo in atto più spesso nella raccolta porta a porta, il comune distribuisce agli utenti sacchetti o bidoni di capacità specifica – ad es. un sacco da 50 litri o un bidoncino da 30 –, a cui corrisponde una quantità di RSU che è fissa, ha un coefficiente volumetrico definito. Un contenitore di una determinata capacità riesce a contenere, per fare alcuni esempi, 5, 10, 15 kg di RSU. Viene quindi identificato e contabilizzato il numero di svuotamenti del mastello, oppure il numero di conferimenti dei sacchi da parte dell’utenza. Meno preciso rispetto alla pesatura diretta, il calcolo volumetrico offre però il vantaggio dei costi molto più contenuti; sul lungo periodo, inoltre, piccoli errori di pesatura sono compensati dai modelli di calcolo sempre più puntuali, pertanto al termine del processo si arriva a risultati analoghi.

 

 

Per il comune che si approccia alla tariffa puntuale, decidere quale modello di calcolo adottare è di fondamentale importanza:

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  •   il modello di tariffazione rappresenta l’ultimo tassello dell’intero processo della raccolta puntuale e ne influenza la scelta;
  •   ogni territorio ha bisogno di un proprio processo di raccolta e, di conseguenza, del modello di calcolo appropriato: le esigenze delle grandi città, dove sono presenti utenze aggregate con numerose abitazioni, sono diverse da quelle dei piccoli comuni, in cui la maggior parte delle utenze domestiche è costituita da villette, case indipendenti o condomini con poche abitazioni;
  •   ulteriori fattori determinanti sono le caratteristiche fisiche del territorio: strade strette, salite o, al contrario, strade larghe e ampie, hanno impatti differenti nella valutazione del processo da adottare.
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