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Il wearable come risposta economica e flessibile alle esigenze di chi si approccia alla tariffa puntuale

I comuni e le aziende di raccolta che si avvicinano alla tariffa puntuale hanno una serie di dubbi – quale metodologia adoperare per tracciare i rifiuti, se il processo compiuto dall’operatore ecologico debba essere modificato – e di esigenze – come quella di adattare la tecnologia alle proprie necessità in corso d’opera – che rendono difficoltoso l’approccio al “paghi per quanto butti”.

Tariffazione puntuale dei rifiuti: le esigenze di comuni e società di raccolta

Attualmente i comuni che decidono di applicare la tariffazione puntuale possono effettuare la misurazione dei rifiuti indifferenziati identificando e contabilizzando il numero di svuotamenti del bidoncino, oppure il numero di conferimenti da parte dell’utenza, nel caso di impiego del sacchetto. In particolare, il numero di svuotamenti o conferimenti può essere misurato tramite un transponder (tag RFID), che viene letto da un dispositivo montato sul mezzo (antenna), oppure direttamente dall’operatore grazie a un sistema di lettura wearable. Fattori come le caratteristiche fisiche del territorio, la densità abitativa, la viabilità influenzano la scelta del metodo più adeguato: non esistono due comuni o due aree che abbiano esigenze analoghe e che rispondano a tali esigenze allo stesso modo. Le problematiche più diffuse vanno dall’organizzazione dei turni di lavoro al numero di raccolte da effettuare, dalla tipologia di contenitori alla preferenza di un lettore legato all’automezzo o indossabile. L’unico modo per trovare il metodo più adeguato è sperimentare, adoperando una tecnologia flessibile che permetta di adattare in corso d’opera il processo della raccolta puntuale alle caratteristiche dell’area, attraverso i necessari aggiustamenti.  

I wearable device rappresentano la soluzione ideale per l’adozione della tariffa puntuale: l’operatore, infatti, mediante il dispositivo indossabile legge il tag RFID apposto indifferentemente sul sacco o sul bidone. L’unico elemento richiesto è il montaggio del tag sul contenitore. Il wearable consente di mettere in piedi una sperimentazione in pochi giorni, oltre ad essere completamente scalabile e replicabile: è una tecnologia plug&play, che in caso di esito positivo della sperimentazione permette di aggiornare il firmware adattandolo alle richieste del cliente, offrendo una soluzione customizzata in base alle singole esigenze. Terminati i test, il metodo può essere facilmente esteso all’intero territorio, ampliando il parco device e rendendo i dispositivi immediatamente funzionanti.

Lettore montato sul mezzo o lettore indossato?

Per le società di raccolta che si avvicinano al regime tariffario puntuale, la scelta principale da effettuare è quella tra il lettore del tag RFID montato sull’automezzo e il dispositivo indossabile dall’operatore. L’installazione dell’antenna sul camion è un’operazione costosa e richiede oneri ulteriori per la manutenzione e la taratura. Il montaggio di un hardware direttamente sul mezzo, inoltre, impone l’adozione esclusiva di una determinata tipologia di processo e non dà possibilità di aggiornamento o adattamento, senza contare che nella lettura, a seconda del tipo di raccolta, si possono perdere fino al 10% dei dati.

I lettori wearable vantano costi nettamente inferiori, non necessitano di installazione, manutenzione o taratura e non sono legati al mezzo, che può usurarsi o rompersi. La lettura di prossimità del tag RFID garantisce una accuratezza difficilmente ottenibile da altri sistemi, poiché il dispositivo legge un numero di tag esattamente analogo a quello dei sacchi o dei bidoncini – per 100 sacchetti, ad esempio, 100 tag letti e 100 letture inviate al server –. E ancora, la distanza di lettura molto ridotta restituisce un dato ‘pulito’ – non influenzato da altri tag presenti nell’ambiente – e integrabile con tutti i software di calcolo.

L’operazione di raccolta dei rifiuti prevede un insieme di gestualità che vanno dal saltare sull’automezzo, alla guida per un breve tratto, alla discesa dal mezzo per prendere il sacchetto o il bidoncino da svuotare. Qualsiasi cambiamento nella metodologia di lavoro può creare difficoltà nell’operatore: il wearable minimizza l’impatto sul processo di raccolta, perché sfrutta la naturalezza dei gesti compiuti dall’addetto senza richiedere il cambiamento di alcun parametro.

La tecnologia wearable, quindi, è perfetta per chi si accosta alla tariffa puntuale perché:

  • ♦ è compatibile con ogni metodologia di raccolta;
  • ♦ è pensata per mettere in piedi sperimentazioni in breve tempo, in maniera economica;
  • ♦ può essere aggiornata in base alle esigenze del cliente, grazie al plug&play;
  • ♦ al termine della sperimentazione, ampliare il parco dei device e renderli subito funzionanti è semplicissimo;
  • ♦ il suo utilizzo non modifica il processo di raccolta compiuto dell’operatore;
  • ♦ la lettura di prossimità garantisce un’accuratezza e una pulizia del dato difficilmente raggiungibili da altri sistemi.
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